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Miriam Sentler

Janus-faced / A Lament for Lost Rites (2018-2020)

Via Appia Park

Performance Janus Walk
11.11.2019

Janus-faced / A Lament for Lost Rites (2018-2020)

Il progetto nasce nella Regina Viarum, una delle più antiche strade del mondo, la Via Appia. Nel lavoro verrà attuata una ricerca sulle attività, passate e contemporanee ed altamente performative che si svolgono e si sono svolte lungo la strada, in particolar modo in relazione ai rituali funerari e spirituali del passato che hanno da sempre caratterizzato l’utilizzo di Via Appia Antica. Il titolo del lavoro si riferisce alla figura di Giano Bifronte, il dio romano dei viaggi, della transizione e degli opposti, custode sia del regno dei viventi che quello dei morti, il quale sposta costantemente la sua vigile guardia da un mondo all’altro. La Via Appia è, di fatto, rinomata per essere particolarmente legata sia al reame in superficie, quello degli dei, che a quello sottoterra appartenente ai morti.

Il progetto trasforma metaforicamente questa strada in un teatro della memora, mutandola in una scenografia su cui i passanti, che divengono attori, saranno tutti sottoposti allo sguardo vigile di Giano Bifronte.

Il luogo più dinamico della Via Appia è un incrocio molto trafficato accanto alla chiesa Domine Quo Vadis, in cui quattro direzioni si intersecano, delle quali una è la via Appia Antica. Quest’ultima ad oggi è attraversata da turisti, passanti e una grande quantità di automobili. Il luogo si differenzia fortemente dalla parte successiva della strada, attraversata per lo più da persone in visita degli innumerevoli luoghi archeologici e religiosi come tombe e catacombe e i molteplici resti romani di cui la via Appia è ricca.

Mappando i movimenti odierni che accadono lungo la strada, riproponendo camminate antiche e reintroducendo una sorta di protezione divina su questo trafficato incrocio, viene presentata una visione alternativa delle attività contemporanee e della performativita di una strada con cosi alto valore simbolico. In questo modo diverse cornici temporali vengono a combinarsi creando una sorta di cortocircuito cronologico ed ontologico.

11 Novembre, ore 11: Performance Miriam Sentler Janus Walk

Nella performance, una replica stampata in 3D di una delle più antiche sculture di Giano presenti a Roma verrà trasportata dal Ponte Fabricio, fino al Circo Massimo, di fronte alla rinomata Chiesa Domine Quo Vadis, luogo che possiede un valore simbolico religioso fortissimo. La leggenda infatti narra chela chiesa è eretta sul luogo dove, secondo un episodio narrato negli Atti di Pietro, l'apostolo Pietro, che fuggiva da Roma per sottrarsi alle persecuzioni di Nerone, avrebbe incontrato in visione Gesù. Secondo questo racconto, Pietro pose a Gesù la domanda «Domine, quo vadis?», ovvero "Signore, dove vai?", e alla risposta di Gesù, "Vado a Roma a farmi crocifiggere di nuovo", Pietro capì che doveva tornare indietro per affrontare il martirio. Su una piccola lastra di marmo al centro della chiesa si trovano, infatti, due impronte di piedi che sarebbero le impronte lasciate da Gesù. Sono molti i pellegrini che si recano ad osservare la chiesa e la lastra di marmo. Qui Giano, il dio del viaggio e della transizione, protegge come un custode il passante contemporaneo. Per far sì che riesca a osservare il traffico che viene dalle quattro strade che si intersecano, il dio ha quattro teste, che puntano sulle varie direzioni.

L’atto di trasportare la scultura di Giano dal ponte Fabricio alla Chiesa Domine Quo Vadis inoltre, inverte la famosa camminata spirituale secondo la quale la chiesa prende il nome.
La scultura è realizzata con un materiale molto leggero, enfatizzando il ruolo di Giano come dio del viaggio e della transizione.

Miriam Sentler collabora con la curatrice Caterina Antonaci.
Miriam Sentler (1994) è un'artista visiva, nata in Germania ma residente nei Paesi Bassi. Miriam Sentler utilizza video e installazioni artistiche come dispositivi di narrazione, attraverso i quali cerca di trasmettere particolari momenti vissuti durante i suoi viaggi. Cerca di reinventare le nozioni di "viaggio" o "scoperta" sperimentando diverse modalità di narrazione, che incoraggiano il pubblico, gli artisti collaboratori e infine gli "oggetti itineranti" a raccontare le proprie storie. Ha conseguito una laurea presso l'Accademia di Belle Arti e Design di Maastricht (NL), un certificato in Antropologia visiva presso Goldsmiths, University of Arts di Londra (Regno Unito) e sta attualmente conseguendo un Master in Ricerca artistica presso l'Università di Amsterdam ( NL). Dal 2016, ha intrapreso diverse residenze d'artista nel circolo polare artico, in Italia e in Belgio, e ha esposto in varie mostre collettive in gallerie e spazi d'arte in tutta Europa. È anche una dei co-fondatori del collettivo artistico Nowhere, che mira a costruire una piattaforma per artisti e scrittori di recente uscita pubblicando il proprio lavoro attraverso una rivista online.

Maggiori informazioni sull’artista: miriamsentler.com