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Jasper Coppes

Wasteland

Amstelpark
& Via Appia Park

Wasteland

Nel campo dell'archeologia c'è stato un crescente interesse a considerare questa disciplina come un impegno critico con la produzione del passato nel presente. Fili come "L'archeologia del contemporaneo" e "L'archeologia del presente" sono segni di questo crescente interesse. Sempre più spesso, il ruolo dell'archeologo si trasforma da osservatore di un passato sconnesso verso il diventare uno stupore immerso, creando attivamente strati storici futuri. La proposizione con cui ho lavorato negli ultimi anni sotto la nozione di "archeologia della presenza" rende questa visione un ulteriore passo in avanti. Riconosce l'influenza di entità umane e non umane nella costituzione dell'eventuale lavoro (artistico o archeologico). Entrambi sono impegnati nella produzione del presente e, quindi, del futuro. A mio avviso, i parchi del patrimonio come l'Appian Park sono test-siti in cui vengono praticate attività del futuro. Con il mio progetto di ricerca voglio indagare su come la mia metodologia artistica, che comprende sia la regia, la scrittura e l'intervento scultoreo, possa diventare un sito dove viene provata una nuova forma di collaborazione interspecifica. Il patrimonio può essere considerato come una pratica di progettare il futuro, preservando e smantellando attivamente il passato. In questo processo facciamo distinzioni tra ciò che vale la pena conservare e ciò che gettiamo via. Analizzerò come le pratiche di collusione, contagio, contaminazione e collaborazione problematizzano la distinzione tra patrimonio e spreco. L'architetto paesaggista Gilles Clément è una delle principali fonti di ispirazione. Il suo "terzo spazio" rimanda a quei siti "abbandonati", a quei rifiuti abbandonati in cui prosperano alcune piante che non erano utilizzate per la loro nutrizione o bellezza o intenzionalmente preservate. Cosa accadrebbe se tali terre desolate fossero considerate la nostra vera eredità (contemporanea)? Il Parco dell’Appia Antica potrebbe essere il sito perfetto per indagare come i fattori non umani estendono i limiti dei nostri progetti umani del passato e del futuro. Trascorrerò due settimane a Roma per condurre delle passeggiate di indagine nel parco per stabilire un'archeologia della presenza: documentando il substrato storico che è ancora in via di formazione. Osserverò i resti in senso lato: ciò che è lasciato da umani e non umani sia nel passato che nel presente. I ricordi possono essere preziosi e senza valore: reliquie antiche, tracce di modernità, ma anche sottoprodotti contemporanei di attività agricole, orticole o sociali. Vedrò anche come le specie vegetali e animali creano i loro rispettivi resti: la crescita selvaggia ai margini non gestiti del parco e nuove specie come il (pappagallo) (animale domestico) o altri parassiti esotici. Ma soprattutto indagherò sul modo in cui passato e presente vengono provati dall'interazione tra umani e non umani. Documenterò questo 'strato archeologico attuale', in vari modi. Documenterò la visione contemporanea del parco sul film e sulla scrittura, tracciando come le attuali attività di conservazione e abbandono da parte di umani e non umani stanno dando forma al futuro.
Jasper Coppes (Amsterdam, 1983) è un artista visivo che vive e lavora tra Glasgow e Amsterdam. I suoi film, sculture e opere testuali spesso indagano su narrative che sono imposte o inserite in specifici paesaggi e altri ambienti. Le mostre recenti includono: Glasgow International Festival "Cabinet Interventions", Glasgow (2018), Festival del cortometraggio di Glasgow "Flow Country", (2017), "Roineabhal", Galerie van Gelder, Amsterdam (2015), "Ritardanti tattiche", House for an Art Lover, Glasgow (2015).