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Eline Kersten

Humming Trees

Amstelpark 
& Via Appia Park

Amstelpark

Gli alberi sono fossili viventi. Con la loro crescita lenta ma graduale, le piccole betulle possono diventare giganti nel tempo. Tuttavia, gli alberi crescono meglio insieme in una foresta piuttosto che da soli. Una foresta protegge: attraverso una rete sotterranea, gli alberi scambiano informazioni e sostanze nutritive. Ma possiamo (l'umanità) riconoscere e forse persino ascoltare questo scambio? Possiamo imparare dal modo in cui gli alberi sono collegati? E possiamo comunicare con gli alberi? In altre parole, possiamo parlare della comunicazione interspecie?

Da alcuni anni, il mondo è affascinato dallo yoga, dalla consapevolezza e dalla meditazione. Ogni giorno molte persone meditano durante le sessioni di gruppo o da sole a casa, come per includere la quiete e l'immobilità nella propria vita frenetica. Un tipo di meditazione frequente è la cosiddetta "meditazione sugli alberi", che è pensata per radicarsi, e in cui il meditatore diventa un albero. Il corpo diventa la corteccia dell'albero; dai piedi crescono radici nel terreno; le braccia si allungano come rami rinforzati dalla luce del giorno. È un esempio quotidiano del modo in cui ci identifichiamo con gli alberi. Nell'Amstelpark, ogni giorno si possono trovare gruppi che meditano insieme tra gli alberi dell'ex parco Floriade. Che cosa dicono gli alberi del nostro subconscio in questa posizione?

Sono interessata alla relazione tra essere umano e albero e voglio trovare un modo per rendere questa relazione tangibile, udibile o esperienziale. 'Humming Trees' è un progetto in cui pongo la semplice domanda su come ci relazioniamo con gli alberi, che cercherò nel contesto dell'Amstelpark e della sua storia come un parco Floriade.

Via Appia Park

Nei progetti precedenti, ho studiato l'infrastruttura di luoghi e paesaggi specifici in diversi modi. Per Exploded View, esaminerò il terreno della Via Appia Antica e mapperò la micro infrastruttura e gli ecosistemi di questa zona.

Il punto di partenza della mia ricerca sul Parco dell’Appia Antica inizia con un evento in larga scala accaduto migliaia di anni fa quando i Colli Albani, un vulcano situato a sud di Roma, producevano grandi nubi di vapore bianco e successivamente eruttarono in quantità incommensurabili. Un'enorme fontana di fuoco seguì e formò un fiume di lava che scorse in modo incessante verso Roma in linea retta. Lo strato raffreddato di materiale vulcanico fu in seguito utilizzato dai Romani come fondamento di quella che in seguito divenne la loro via commerciale più famosa, la Via Appia. È questo - il modo in cui il paesaggio ha guidato la lava facendola scorrere completamente diritta e accesa, su cui i romani hanno poi basato la rotta della loro via commerciale - che mi affascina.

Il suolo della Via Appia Antica si distingue per le sue qualità fertili grazie alla presenza di lava. Nel mio progetto, mi avvicino alla terra o al suolo come un'entità vivente e un mondo in quanto tale; come una composizione di minerali e processi chimici, una rete di entità viventi che fungono da casa per microrganismi, batteri, funghi, animali e insetti. È anche il luogo in cui i corpi umani sono sepolti e si dissolvono nel tempo. Il suolo può quindi essere visto come il portatore del ricordo dell'umanità.

Per avere un'idea più chiara di come appaiono gli strati della terra in questo luogo specifico, farò un campionamento del suolo nel Parco dell'Appia Antica. Per questo, collaboro con Gijs Pyckevet, che lavora da anni come architetto a Roma. Successivamente, analizzerò il campioamento con uno stratigrafo vulcanico, che in seguito costituirà la base di una storia che descriverà un viaggio immaginario attraverso la terra dal punto di vista di una talpa, e che sarà registrato in audio.

Eline Kersten collabora con Gijs Pyckevet (architetto presso Studio ABDR, Roma)
Eline Kersten (1994, Maastricht) si è laureata in Belle Arti, dopo di che ha conseguito un MFA in Curating presso la Goldsmiths University di Londra. Attualmente vive ad Amsterdam, dove lavora come curatrice indipendente e artista. Al momento, sta sviluppando una serie di eventi con artisti del suono in diversi giardini botanici nei Paesi Bassi, previsti per l'estate 2019. Ha esposto a livello internazionale, anche presso la Bienal Sur (Buenos Aires); Dak'Art (Dakar); De Brakke Grond (Amsterdam); Hohensalzburg (Salisburgo). Ha anche curato mostre ed eventi a livello internazionale, presso la Cubitt Gallery (Londra); Gorwiden38 (Zurigo); Greylight Projects (Bruxelles); Schunck * (Heerlen), tra gli altri. Ha inoltre co-fondato il collettivo Nowhere, che offre una piattaforma per artisti, curatori e scrittori recentemente laureati attraverso la pubblicazione di zines online.

www.elinekersten.nl
www.nowherecollective.org